Rolling Stone Italia: “It was the Decade of Composers” / È stato il decennio delle compositrici

Du Yun featured alongside Missy Mazzoli, Caroline Shaw, Ellen Reid, Julia Wolfe, Kate Soper, and Meredith Monk in this decade-end selection of works

December 31, 2019
by Claudio Todesco
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Photo: Zhen Qin

Rendono giustizia alle donne vittime della storia, cantano il rapporto con la natura, riflettono su morte e violenza sessuale. Ecco le opere di alcune grandi autrici della musica classico-contemporanea degli anni ’10

voci audaci si sono affacciate sulla scena classico-contemporanea mettendo in discussione l’idea secondo la quale i grandi autori sono invariabilmente maschi. Che sia stato il loro decennio non lo dicono numeri – secondo i dati diffusi da Women in Music, solo il 5% dei concerti di musica classica del 2018 includeva una composizione di una donna –, lo dicono le opere.

Ho selezionato un certo numero di compositrici diciamo così colte – alcune gigantesche, altre quasi esordienti – il cui linguaggio può essere compreso da chi ascolta rock, jazz, folk. Per ognuna ho selezionato un disco pubblicato nel corso del decennio. Non è un elenco degli album più significativi degli anni ’10. È una piccola raccolta di opere notevoli, alcune delle quali – come le recenti Fire in My Mouth e p r i s m – sono semplicemente sconvolgenti.

La domanda è: che ce ne facciamo, noi amanti del rock, di questa musica? Forse è giunto il momento di mettersi definitivamente alle spalle le divisioni fra generi, sforzarsi di comprende altri linguaggi, farsi trasportare dal flusso della musica liquida dove tutto un po’ si mischia. Questi lavori non sono meno strani, spericolati, commoventi e spaventosi dei nostri dischi rock preferiti, e in più hanno un senso estetico raffinato, sono eseguiti in modo stellare, sono emotivamente coinvolgenti.

Non c’è bisogno di frequentare le sale da concerto o i negozi di dischi specializzati per ascoltare queste opere: sono tutte reperibili su Spotify. Può darsi che lo streaming contribuisca a creare analfabeti sonori, come afferma il maestro Carlo Boccadoro. Ma è pur vero che l’accesso immediato rappresenta una possibilità fenomenale per la musica contemporanea e per queste compositrici, specie per quelle meno note: senza effettuare grandi ricerche, interi mondi sonori sono a nostra disposizione. Basta la curiosità. Questi lavori sorprendenti ed elaborati rappresentano un invito a cercare la bellezza in ciò che è inatteso e ignorare per una volta i suggerimenti di algoritmi che tendono a proporci musica affine a quella che già conosciamo e amiamo.

Queste opere testimoniano anche l’urgenza d’affrontare la questione di genere nella musica colta. “Una volta credevo di avere talento creativo, ma ho cambiato idea”, scriveva Clara Schumann quasi duecento anni fa. “Una donna non dovrebbe desiderare di comporre. È mai esistita una donna in grado di farlo?”. Siete a un clic di distanza dalla dimostrazione che aveva torto.

Nata a Shanghai, ma attiva a New York, riassume i tratti della compositrice degli anni ’10 la cui opera si colloca all’intersezione fra esecuzione tradizionale, teatro musicale, performance rock, installazione sonora, arte visiva. La sua opera più famosa è Angel’s Bone del 2017, premiata con un Pulitzer, ma l’album Dinosaur Scar del 2018 con l’International Contemporary Ensemble offre una musicalità più prossima a quella del rock ed è quindi, diciamo così, più accessibile.

They do justice to the women victims of history, sing the relationship with nature, reflect on death and sexual violence. Here are the works of some great authors of classical-contemporary music of the 10s

It was the decade of composers. Established artists have published surprising works and new bold voices have appeared on the classic-contemporary scene , questioning the idea that great authors are invariably male. Numbers don’t say it was their decade – according to data released by Women in Music, only 5% of the 2018 classical music concerts included a composition by a woman – the works say.

I have selected a number of composers, let’s say so cultured – some gigantic, others almost newcomers – whose language can be understood by those who listen to rock, jazz, folk. For each one I selected a disc released over the decade. It is not a list of the most significant albums of the 10s. It’s a small collection of notable works , some of which – like the recent Fire in My Mouth and prism – are simply unsettling.

The question is: what are we rock lovers of this music doing? Perhaps the time has come to definitively put the divisions between genres behind , strive to include other languages, get carried away by the flow of liquid music where everything mixes a little. These works are no less strange, reckless, moving and frightening than our favorite rock records, and in addition they have a refined aesthetic sense, they are performed in a stellar way, they are emotionally engaging.

There is no need to go to concert halls or specialized record stores to listen to these works: they are all available on Spotify. It may be that streaming contributes to creating sound illiterates, as the master Carlo Boccadoro says . But it is true that immediate access represents a phenomenal possibility for contemporary music and for these composers, especially for the lesser known ones: without carrying out large searches, entire sound worlds are at our disposal. Just curiosity. These surprising and elaborate works represent an invitation to seek beauty in what is unexpected and ignore for once the suggestions of algorithms that tend to offer us music similar to what we already know and love.

These works also testify to the urgency to tackle the gender issue in cultured music . “Once I thought I had creative talent, but I changed my mind,” wrote Clara Schumann almost two hundred years ago. “A woman shouldn’t want to compose. Has there ever been a woman able to do it? “. You are one click away from the proof that he was wrong.

Born in Shanghai, but active in New York, she summarizes the traits of the composer of the ’10s whose work is located at the intersection of traditional performance, musical theater, rock performance, sound installation, visual art . His most famous work is Angel’s Bone of 2017, awarded with a Pulitzer, but the Dinosaur Scar album of 2018 with the International Contemporary Ensemble offers a musicality closer to that of rock and is, so to speak, more accessible.

March 27, Brooklyn Rider releases “Healing Modes,” featuring Du Yun’s i am my own achilles’ heel.